Il concetto di originale nella cultura del restauro

di | 28 Novembre, 2019

Cosa sapere prima del restauro

Il restauro delle opere d’arte figurative è un’esigenza che nasce nel XVIII secolo, in epoca moderna. Prima il restauro come attività autonoma era una disciplina sconosciuta, perché i danni che si verificavano su un’opera d’arte venivano semplicemente eliminati sulla base di alcuni interventi chiari; dunque non esisteva la figura del restauratore con uno specifico corredo di nozioni o di possibilità tecniche, ma semplicemente quella dell’artista che interveniva su un’opera fatta da altri.

Inizia dunque alla fine del 1700 il dibattito intorno alla divaricazione che esiste ancora oggi tra quanti negano l’opportunità di qualsiasi

Cosa sapere dopo il restauro

Manipolazione d’opera d’arte, indicando nel controllo dell’ambiente l’aspetto principale e quasi unico della conservazione delle testimonianze antiche, e quanti invece ritengono che il restauro “rispettoso” delle singole opere debba essere dato e il fatto più significativo e meglio rivelatore della qualità e del significato degli oggetti artistici nella loro stratificazione estetica e storica.

Nel 1800 si approfondisce e diviene anche più contraddittoria l’esigenza di una considerazione assoluta dei valori estetici, sulla base di una presunzione oggi intollerabile per noi: quella di poter ripercorrere, davanti ad un’opera danneggiata o modificata nel corso della sua storia, la possibilità di un ripristino delle condizioni originarie, cancellando d’un colpo tutto ciò che le epoche successive hanno prodotto su di essa e quindi ipotizzando l’utilità e la possibilità di un rifacimento, non più autonomo stilisticamente, ma imitando, al limite del falso, le caratteristiche formali dell’opera frammentaria e comunque danneggiata.

Così si può affermare che la tradizione del restauro, di origine piuttosto recente, ha sempre oscillato tra rifacimenti e ripristini; voi cosa ne pensate? sarebbe meglio che un’opera d’arte danneggiata venisse restaurata mantenendo comunque la forma, il pensiero e lo stile originario, senza andare quindi ad aggiungere o togliere nulla, oppure cambiarla e modificarla secondo un proprio gusto personale? ad Isabella Danesini, responsabile del laboratorio di restauro dipinti di Ghilli Antichità, è capitato più volte, restaurando e pulendo quadri, di trovare elementi nascosti dalla patina o addirittura coperti da altri componenti pittorici, andando così a scoprire una nuova natura dell’opera.