Come funziona l’asfalto anti-smog

di | Giugno 26, 2019

Strade, piazze, parcheggi e ogni altra area coperta con asfalto, pietra o cemento può trasformarsi in una superficie anti-smog. Da oggi qualunque area può contribuire attivamente alla riduzione di ossido di azoto e gas inquinanti presenti nell’aria, grazie a un semplice trattamento.
Studi e ricerche condotte dal chimico italiano Luigi Cassar hanno portato all’elaborazione d’un composto chimico che, applicato alla pavimentazione, produce un effetto fotocatalitico reagendo con gli agenti atmosferici e i raggi del sole e attiva un processo molto simile a quello della fotosintesi clorofilliana, che consente di ripulire l’aria.
Il biossido di titanio, presente in questa straordinaria formula chimica, agisce sugli ossidi di azoto presenti nell’atmosfera, rendendoli inerti e trasformandoli in sali che rimangono sul terreno e si dissipano senza causare danni all’ambiente. Vediamo insieme come funziona l’asfalto anti-smog. 

L’asfalto anti-smog si ottiene grazie ad una micro-emulsione polimerica a base d’acqua, con l’aggiunta di un componente chimico: il biossido di titanio.
Questo prodotto innovativo viene spruzzato sulla pavimentazione, penetrando nella struttura porosa dell’asfalto, reagisce con i raggi UV del sole e trasforma i gas inquinanti in sali.
Anni di ricerche e sperimentazioni, prove ed analisi, hanno condotto a risultati straordinari, per cui è possibile applicare il biossido di titanio alla pavimentazione stradale per renderla foto-catalitica ed anti-smog, ma senza modificarne le caratteristiche. 

Le prime applicazioni di biossido di titanio su asfalto risalgono al 2008, da allora questo tipo di trattamento è stato applicato in numerose località, sia per strade che per piazze.
Di recente si è avviata la sperimentazione dell’applicazione di questo materiale su superfici di grandi dimensioni, per le vie di accesso agli aeroporti e per alcune aree di parcheggio, come l’area del Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa.
I risultati delle analisi effettuate dal laboratorio di ricerca hanno mostrato una riduzione media degli ossidi di azoto di circa il 9%.
Risultati che, in condizioni atmosferiche ideali, si elevano al 43%. I test dimostrano, quindi, che questo trattamento anti-smog mantiene un effetto costante e dura fino a quattro-cinque anni dopo la sua applicazione. 

Questa micro-emulsione polimerica anti-smog è stata brevettata in Italia nel 1996, proprietà intellettuale della società e delle due università che lo hanno sviluppato.
C’è un grande interesse all’estero per questa applicazione, pertanto l’Italia è in procinto di identificare eventuali partner di una rete per la vendita, lo sviluppo e l’installazione anche in altri Paesi che vogliano ottenere strade e aree pavimentate che ripuliscono l’aria, esattamente come fanno gli alberi di una grande foresta.

Un successo tutto italiano, riconosciuto dall’ European Patent Organisation che ha annoverato nel 2014 gli inventori di tale formula tra i finalisti del premio che annualmente riconosce contributi significativi all’innovazione e all’economia europea.
Una scoperta rivoluzionaria in cui l’asfalto potrebbe straordinariamente essere associato all’ecologia piuttosto che all’inquinamento.