Conosciamo Sorrento: Storia e Territorio

di | Aprile 2, 2019

STORIA DI SOVERATO

La storia di Soverato ha radici antiche che risalgono ai primi anni del X secolo d.C. Il nome attribuito alla città di Soverato, infatti, risale da Soberatum, nome che fu assegnato alla città in conseguenza della ricostruzione sulla collina che sovrasta la costa.

Pur citata da fonti storiche solo nell’XI secolo, Soverato conserva tracce di un passato assai più remoto: in località S. Nicola, tombe a forno scavate nella roccia, che si possono ritenere appartenenti al popolo italico preellenico dei Siculi. Tesoretti di monete greche d’argento, di diverse zecche, rinvenute in Soverato, sono oggi custoditi nel Museo archeologico di Reggio o in quello del Parco Archeologico in Roccelletta di Borgia.

Sono stati rinvenuti cocci e resti di pavimenti in località Spina Santa, resti di tombe lungo la statale 106 e in tutta la collina Mortara che va dal passaggio a livello fino al cimitero; in particolare, in un sepolcro in località Miceli, fu trovato un anello d’oro con pietra d’agata forata sostenuta da un filo d’oro senza saldatura, sulla quale era inciso un legionario romano con elmo, scudo e arco poggiati a terra, in atto di preghiera con le mani alzate rivolte verso al cielo, con uno scarabeo, animale sacro nella religione egizia. Si ipotizza la denominazione di Poliporto, ancora viva in età medioevale e contemporanea, e un legame con la città di Scillezio – Scolacio.

Nell’Alto Medioevo avvenne il trasferimento degli abitati sui colli, accelerato dal IX secolo per le incursioni saracene, e organizzato nel secolo seguente dal governo imperiale d’Oriente. Poliporto divenne Suberatum, o, nelle fonti greche, Souberaton. Dopo i secoli bizantini (553-1060), il dominio normanno fondò il Regno di Sicilia, di cui venne incoronato nel 1130 sovrano Ruggero II. Soverato fu parte della contea normanna di Squillace, la cui sede passò a Catanzaro sotto gli Svevi (1191 – 1266), gli Angioini (1266 – 1442) e Aragonesi, che nel 1503 cedettero al ramo spagnolo. Tra i feudatari, Passalacqua, Castrocucco, Monfort, Ruffo. Nel 1497, assieme a Squillace, fu parte della dote di Sancha d’Aragona, sposa di Jofrè Borgia.

Attorno al 1510 fu eretto da Francesco Marino da Zumpano nel territorio di Soverato (oggi territorio di Petrizzi), il Monastero della Pietà. L’impianto era costituito da una struttura rettangolare avente la Chiesa con pianta a croce latina, con un altare arricchito dal gruppo marmoreo della Deposizione, detta Pietà, di Antonello Gagini. Quasi al centro del complesso vi era il campanile a pianta quadrangolare mentre, nell’interno lungo le mura perimetrali, vi erano ubicate le celle e il refettorio con al centro il chiostro con una cisterna atta a raccogliere l’acqua piovana.

Con l’attacco a Otranto del 1480, iniziano violente e frequenti incursioni turche. I re Aragonesi, e i viceré, in particolare don Pedro De Toledo edificarono di castelli e torri marittime dette cavallare, disposte in ordine e a distanza tale l’una dall’altra da poter costituire un efficiente sistema difensivo e d’avviso alla popolazione cosicché, quest’ultima, potesse rifugiarsi in tempo entro le mura cittadine. Tuttavia nel 1594 Soverato e altri centri fu bruciata dal temibile pascià Cicala, rinnegato cristiano.

Il principato di Squillace finì diviso. Soverato passò alla famiglia Scoglio, ai Marincola, ai Loffredo, ai Falco e poi nuovamente ai Marincola, i quali detennero il titolo di duca di Petrizzi e barone di Soverato fino all’eversione della feudalità del 1806. L’ultimo a portare il titolo nominale di barone fu Diego Marincola, morto nel 1953.

Il terremoto che distrusse gran parte della città di Soverato

La storia della città di Soverato ricorda un disastro che portò alla sua ricostruzione e, quindi al reinventarsi della città, cercando di mantenere intatte le radici storiche.

Nel 1783 la Calsoverato turismoabria fu colpita da una violentissima scossa di terremoto, che compromise gran parte delle cittadine calabresi con un totale di 40.000 morti e ben 33 paesi completamente distrutti e fra questi vi era anche Soverato; andarono così perdute le platee, gli stati, gli assensi e tutte le scritture più antiche relative la storia della stessa. La ricostruzione della Calabria, voluta da Ferdinando IV di Borbone fu rapida ed efficiente. Soverato venne ricostruita sulla collina antistante, dove oggi è Soverato Superiore. Vi venne portata la Pietà gaginesca.

Il commercio prevalente: quello marittimosoverato turismo commercio

Alla metà del XIX secolo si svilupparono i commerci marittimi lungo lo Ionio; nel 1875 giunse a Soverato la ferrovia. La piccola marina di Santa Maria di Poliporto divenne centro di traffici verso l’interno, e attrasse famiglie di attivi imprenditori dal Reggino, dalla Costiera Amalfitana, dalla Puglia, e laboriose famiglie di marinai e pescatori dalla Sicilia.

La prevalenza economica della Marina venne sancita da un atto amministrativo rimasto unico nella costa: il 12 Settembre 1881 si decise di trasferirvi la sede municipale, con la denominazione di Soverato Marina, distinta da Soverato Superiore. Nel 1974 Soverato otterrà il titolo di Città.

IL TERRITORIO

Il Territorio di Soverato: sette buoni motivi per scoprirlo.

Ci sono almeno sette buoni motivi per visitare il territorio di Soverato. Vediamo insieme quali sono.

Soverato turismo costaIl primo buon motivo è che il territorio di  Soverato è visitato da quattromila anni: vennero i Siculi, e ne restano tombe a grotti cella; vennero i Greci e i Romani, e abitarono Poliporto; anche i Bizantini vennero, lasciandoci dialetto e cognomi greci; e cavalieri e feudatari normanni e angioini si contesero il dominio della Soverato sopra il Beltrame; venne padre Zumpano a fondare il suo Ordine, e Antonio Gagini nel 1521 scolpì per lui la superba Pietà; e quando tornarono i commerci sul mare, vennero nella piccola Marina attive famiglie da Reggino, Sicilia, Amalfi, Puglia… e ne fecero un ricco centro di traffici, artigianato e industria; vennero i Salesiani e ne fecero anche un centro di studi. E in tutti questi secoli si venne a Soverato anche per amore del sole e del mare.

Il secondo buon motivo è che il territorio di Soverato conserva molte memorie del suo passato: l’area archeologica di Soverato Antica; il caratteristico borgo di Soverato Superiore; la Matrice dell’Addolorata con l’opera gaginesca e altra arte; la Torre di Galilea o di Carlo V; i palazzi e le chiese liberty.

Il terzo buon motivo è che Soverato, così gravida di storia, è città modernissima, e offre ogni servizio: si trova lungo la statale 106 (E90), a 50 km dall’aeroporto di Lamezia Terme e 60 da quello di Crotone, ed è servita da stazione ferroviaria e da autolinee per ogni direzione calabrese e nazionale; ospita un attivo presidio ospedaliero e altri servizi sanitari pubblici e privati; è sede di Compagnia di Carabinieri, Tenenza di Finanza, Comando di Marina e Distaccamento della stradale; attrae migliaia di studenti con Liceo Scientifico, Istituti per Ragionieri e per Geometri, Istituto Alberghiero; e la secolare storia del Liceo Classico salesiano e dei Licei di Maria Ausiliatrice.

Il quarto buon motivo è la vivacità economica del territorio di Soverato, con gli oltre cinquecento esercizi commerciali, il grande mercato settimanale, le fiere, e alcune industrie di prestigio; notevole è l’antica attività della pesca. A queste realtà cittadine sono legati l’Acquario Comunale e il Giardino Botanico.

Il quinto buon motivo è l’offerta di socialità e cultura. Operano in Soverato, oltre alle scuole, molte associazioni di volontariato e cultura, che indicono nel corso di tutto l’anno convegni, manifestazioni, momenti di festa, e partecipano alle ricorrenze religiose e civili. Di particolare rilevanza la Festa patronale dell’Addolorata, la Madonna a mare, il Carnevale, i Giochi di Eutimo…

Il sesto buon motivo è la tradizione degli spettacoli. Soverato è dotata di un moderno Teatro Comunale e del Teatro del Grillo, e altre strutture si prestano a ospitare manifestazioni teatrali e cinematografiche. Operano in città più compagnie professionali o amatoriali. Singolarità soveratese sono i grandiosi spettacoli di rievocazione storica o celebrazione di storia religiosa e civile che trovano degna cornice nell’area archeologica dell’antico paese o in altri caratteristici angoli del tessuto urbano. Numerosi sono i gruppi musicali.

Il settimo buon motivo, e certo il più noto, è che Soverato si vanta a ragione di essere località turistica balneare di tradizione secolare. Già nel 1881 il Consiglio Comunale indicava l’attività turistica tra le fonti di reddito della città, e si annoverano almeno due stabilimenti di bagni.

L’attuale offerta turistica, distribuita nell’arco dalla primavera all’autunno, annovera, oltre alle strutture indicate sopra: il frequentato Lungomare, tra i primi della Calabria; decine di stabilimenti balneari adibiti anche a ristorante, bar, discoteca; un sistema integrato di alberghi, B&b, ristoranti, pizzerie, campeggi e appartamenti, tutti agevolmente raggiungibili a piedi; il ricco verde pubblico; e il forestiero, mentre vive in un’atmosfera balneare, sente di trovarsi nello stesso tempo in una cittadina dotata di riposta a ogni esigenza.

Soverato è posta al centro della Calabria Ionica, ed è luogo di partenza ideale per raggiungere le più celebri località calabresi di interesse culturale e artistico: l’Area archeologica di Scolacio; Squillace; Serra San Bruno; Stilo; Gerace; Locri; Cropani; Santa Severina; Castelle; Crotone; e non è lontana da Reggio o Cosenza.

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