La dura vita del copywriter

di | Aprile 18, 2019

Una volta erano giornalisti, scrittori, poeti … un bel giorno divennero  COPY!

Non con un bacio, perché questa non è una favola, ma con una repentina e radicale trasformazione della società, del lavoro e soprattutto  dell’economia.

Si perché se alla base non ci fosse il prodotto, la vendita, l’azienda ed i soldi scommetto che  tante intelligenze avrebbero continuato una strada artistica evitando volentieri i tempi ed i modi del complesso mondo della pubblicità.

Forse.

Non voglio dire con questo che sia facile arrivare a buoni  livelli nel settore della comunicazione pubblicitaria se si è un discreto poeta, scrittore o giornalista ma è innegabile che scrivere correttamente in italiano ed avere un cervello allenato a complesse acrobazie dialettiche è certamente un’ottima base di partenza.

A questo va aggiunto una particolare sensibilità a codici e linguaggi che formano il sentire comune e, soprattutto, una grande capacità di sintesi.

Durante la fase di brain storming  spesso capita di avere a disposizione un numero limitato di frasi o parole per esprimere un concetto composto.
In questi casi bisogna essere pronti a trovare in breve tempo soluzioni convincenti.

Quali sono i canali più conosciuti in cui può trovare sbocco un aspirante redattore  pubblicitario?

Annunci stampa, comunicati radio, campagne messaggio o prodotto, spot tv, brochure, depliant, flyer, email, redazionali, nomi, discorsi, siti internet e… chi più ne ha più ne metta.
Un’ampia gamma di applicazioni che necessitano di testi, messaggi e parole.

Questi flussi di parole generano  significati  ben precisi che il committente di turno ha affidato  al copywriter.

Quali strumenti l’azienda deve mettere a sua completa disposizione?

Storie, statistiche, strategie, descrizioni, valori, emozioni…  e tutte quelle informazioni che permettono una valutazione oggettiva della situazione in essere e la cernita consapevole dei messaggi da costruire.

Tutto il resto potremmo definirlo ingegneria grammaticale ed intelligenza persuasiva.

Cosa dire ancora…

Il copy attuerà la sua strategia a volte  per comunicare, spesso per stimolare e nei migliori casi per convincere… a decidere saranno mercati, società e persone.

Vi suggerisco una lettura interessante dedicata a chi vuole approfondire l’argomento senza dover entrare necessariamente nella dottrina scolastica.

Sono semplicemente esperienze, approcci e punti di vista di chi opera da tempo e  con successo in questo settore.

Il lavoro si intitola “Il copywriter  – mestiere d’arte” , edito da il Saggiatore e scritto da un pubblicitario di prima linea, Emanuele Pirella.

Un uomo che ha dedicato la sua vita a lanciare messaggi tra i quali ricorderete certamente “Ciquita 10 e lode” o “Nuovo? No! Lavato con Perlana” e ancora “O così o Pomì”.

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