Visitare Bertinoro in Emilia Romagna

di | Aprile 30, 2019

Bertinoro è un piccolo paesino arroccato sulle colline romagnole, tra Cesena e Forli, noto per la sua caratteristica di cittadella medioevale rimasta pressochè invariata nei secoli.
La popolazione vi giunse per trovare riparo dalle invasioni barbariche del v° secolo. L’origine del nome è legata a varie leggende popolari, ma la piu amata dai bertinoresi narra di Galla Placidia, sorella dell’Imperatore Teodosio che nell’esaltare la bontà del vino locale “albana” offertole in una misera brocca, esclamò: “Non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro”.

Forse si tratta solo di un detto per promuovere la produzione vitivinicola locale, fatto stà che Bertinoro è nota anche per le sue enoteche dove è’ possibile assaggiare vari vini di produzione locale, la più nota la “Cà del bè” (Casa del bere) sulla piazza centrale.
Tra i monumenti spiccano la rocca, fortezza edificata intorno all’anno 1000, opera difensiva tra le più temute della zona grazie alla posizione dominante, il palazzo comunale edificato nel 1300 come sede del governatore e la torre dell’orologio,originariamente molto alta che  ebbe la funzione di faro per i naviganti, dimezzata nel 1599 con la sovrapposizione di una cella campanaria in stile barocco.

Sulla stessa piazza, si puo’ ammirare la ” colonna delle anella” alla quale si lega una tradizione, quella dell’ospitalità.
Bertinoro viene conosciuto anche come paese dell’ospitalità e questa colonna ne rappresenta il simbolo.
Venne eretta nel 1300 per mettere fine alle continue dispute fra le famiglie nobili del tempo: ogni volta che uno straniero raggiungeva il paese, veniva da queste conteso perché ogniuna lo voleva ospite.

Ma per porre fine alle continue tensioni si ideò la colonna con gli anelli in numero pari alle famiglie nobili, ogni anello attribuito ad ogniuna di esse: il forestiero che giungeva in paese e legava il suo cavallo ad una anella, veniva automaticamente ospitato dalla famiglia cui l’anello apparteneva. Ancora oggi, ogni prima domenica di Settembre, si rinnova l’antico rituale con la festa dell’ospitalità: dodici ospiti ufficiali, designati da un apposito comitato, scelgono un’anello sulla colonna e sono ospitati per tutta la giornata dalla famiglia a cui l’anello corrisponde .

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