Visitare l’Isola d’Elba

di | Maggio 10, 2019

La Storia ha voluto che l’isola d’Elba fosse teatro di grandi eventi: non esiste civiltà del Mediterraneo che non abbia lasciato tracce rilevanti del proprio passaggio.
Natura, arte e cultura millenaria, racchiuse in un microcosmo di 224 kmq, creano un’atmosfera unica, rievocano scenari straordinari, frutto di incontri tra popoli diversi.

Secondo le narrazioni mitologiche è a Porto Argon, l’odierna Capo Bianco, che Giasone fece tappa durante l’avventurosa ricerca del Vello d’oro e, come rivela Virgilio nell’Eneide, dallo stesso porto salparono trecento giovani elbani per portare aiuto al “Pio Enea” nella dura lotta contro i Rutuli.
Per gli Etruschi, l’Elba costituì una inesauribile fonte di ricchezza: già nel VIII secolo a.C. sfruttavano le miniere ed esportavano il ferro in tutto il bacino del Mediterraneo, ricavandone enormi ricchezze.
Sorsero così i forni, che giorno e notte fondevano i minerali con alti bagliori e, come narra Aristotele, dettero origine al nome Aethalia (scintilla), attribuito all’Elba dai navigatori Greci.
Dei cinque secoli di dominazione etrusca rimangono diverse necropoli, alcuni resti di forni fusori e numerosi “villaggi d’altura”, inseriti in scenografie inimitabili.
Dal declino della potenza etrusca, i Romani ereditarono l’industria siderurgica, ma valorizzarono anche i giacimenti di granito e scoprirono i fanghi curativi delle Terme di San Giovanni, le bellezze del paesaggio ed i vini eccellenti.
L’Isola del vino buono“, diceva Plinio il Vecchio. Ecco quindi che fiorì un intenso traffico di navi cariche di anfore: molte sono conservate nei Musei Archeologici di Portoferraio e Marciana, e, insieme a sorprendenti reperti restituiti dal mare, raccontano tutta la storia della navigazione antica.
Nei golfi più suggestivi sorsero le grandiose ville patrizie della Linguella, delle Grotte e di Capo Castello, oggi come allora luoghi di letizia.

Nel Medioevo fu la Repubblica Marinara di Pisa a sfruttare le miniere di ferro e il granito dell’Elba: la maggior parte delle colonne che impreziosiscono Piazza dei Miracoli sono state modellate dai valenti scalpellini di San Piero.
Del periodo pisano rimangono numerose testimonianze: le raffinate chiese romaniche e la torre di San Giovanni in Campo, costruita su un enorme masso di granito, ma soprattutto la possente “Fortezza” di Marciana ed il maniero del Volterraio, sentinella dei monti e dei mari.
Nel 1548 fu la volta dei Medici: Cosimo I realizzò la città fortificata di Portoferraio, vero gioiello di urbanistica militare.

Era così perfetta l’armonia tra mare, terra ed opere architettoniche che la nuova città fu chiamata Cosmopoli, “culla della civiltà e della cultura, esempio di equilibrio e razionalità”.
Subito dopo gli Spagnoli si insediarono a Porto Azzurro e costruirono l’imponente Forte San Giacomo, che oggi ospita la Casa di pena, ma anche diverse cappelle ed il suggestivo Santuario di Monserrato, incastonato su una cupa montagna “dolomitica”.

Nel XVIII secolo, l’Elba fu contesa da Austriaci, Tedeschi, Inglesi e Francesi, con frenetiche trattative diplomatiche o accanite battaglie, finché fu assegnata in “piena proprietà e sovranità” a Napoleone Bonaparte che, in dieci mesi di governo, lasciò impronte significative: costruì strade, riorganizzò l’economia mineraria, incrementò la produzione e l’esportazione del vino.
Da un’antica chiesa sconsacrata, ricavò un grazioso teatro che, restituito all’antico splendore da un sapiente restauro, è oggi sede di importanti rassegne culturali.
Al suo rientro in Francia, per i fatidici cento giorni, Napoleone lasciò due residenze, divenute Musei Nazionali e frequentate ogni anno da migliaia di visitatori… diverse necropoli, alcuni resti di forni fusori e numerosi “villaggi d’altura”, inseriti in scenografie inimitabili.

Dal declino della potenza etrusca, i Romani ereditarono l’industria siderurgica, ma valorizzarono anche i giacimenti di granito e scoprirono i fanghi curativi delle Terme di San Giovanni, le bellezze del paesaggio ed i vini eccellenti.
“L’Isola del vino buono” , diceva Plinio il Vecchio. Ecco quindi che fiorì un intenso traffico di navi cariche di anfore: molte sono conservate nei Musei Archeologici di Portoferraio e Marciana, e, insieme a sorprendenti reperti restituiti dal mare, raccontano tutta la storia della navigazione antica.
Nei golfi più suggestivi sorsero le grandiose ville patrizie della Linguella, delle Grotte e di Capo Castello, oggi come allora luoghi di letizia.
Nel Medioevo fu la Repubblica Marinara di Pisa a sfruttare le miniere di ferro e il granito dell’Elba: la maggior parte delle colonne che impreziosiscono Piazza dei Miracoli sono state modellate dai valenti scalpellini di San Piero.
Del periodo pisano rimangono numerose testimonianze: le raffinate chiese romaniche e la torre di San Giovanni in Campo, costruita su un enorme masso di granito, ma soprattutto la possente “Fortezza” di Marciana ed il maniero del Volterraio, sentinella dei monti e dei mari.
Nel 1548 fu la volta dei Medici: Cosimo I realizzò la città fortificata di Portoferraio, vero gioiello di urbanistica militare.
Era così perfetta l’armonia tra mare, terra ed opere architettoniche che la nuova città fu chiamata Cosmopoli, “culla della civiltà e della cultura, esempio di equilibrio e razionalità”.
Subito dopo gli Spagnoli si insediarono a Porto Azzurro e costruirono l’imponente Forte San Giacomo, che oggi ospita la Casa di pena, ma anche diverse cappelle ed il suggestivo Santuario di Monserrato, incastonato su una cupa montagna “dolomitica”.

Nel XVIII secolo, l’Elba fu contesa da Austriaci, Tedeschi, Inglesi e Francesi, con frenetiche trattative diplomatiche o accanite battaglie, finché fu assegnata in “piena proprietà e sovranità” a Napoleone Bonaparte che, in dieci mesi di governo, lasciò impronte significative: costruì strade, riorganizzò l’economia mineraria, incrementò la produzione e l’esportazione del vino.
Da un’antica chiesa sconsacrata, ricavò un grazioso teatro che, restituito all’antico splendore da un sapiente restauro, è oggi sede di importanti rassegne culturali.
Al suo rientro in Francia, per i fatidici cento giorni, Napoleone lasciò due residenze, divenute Musei Nazionali e frequentate ogni anno da migliaia di visitatori…..

VILLE, CASTELLI E PALAZZI

Capolavoro dell’architettura militare dell’epoca, la loro costruzione ebbe inizio nel 1548 per volere di Cosimo I De Medici, Granduca di Toscana.
Si tratta di un complesso imponente, che garantiva la sicurezza della navigazione del Mar Tirreno. Le principali piazzeforti del sistema fortificato sono i forti Stella e Falcone e la Torre ottagonale della Linguella, all’imboccatura della Darsena.

CASTELLO DEL VOLTERRAIO

Resti di un castello di epoca pisana risalente all’XI secolo d. C. progettato dall’architetto Vanni di Gherardo Rau; l’intera pendice dello zoccolo roccioso di cui il castello occupa la sommità dovette essere circondata da mura.

FORTEZZA PISANA

E’ situata nella parte più alta dell’abitato di Marciana. Fu costruita dai pisani nel XII secolo e consolidata dagli Appiani tra il 1450 e il 1457. La struttura di forma quadrangolare è racchiusa da quattro torrioni difensivi.

VILLA DEI MULINI

Piazzale Napoleone (nel centro storico) Portoferraio Residenza ufficiale di Napoleone e della sua corte. Fu costruita circa un secolo prima del suo arrivo presso alcuni mulini a vento che sfruttavano dalle loro posizioni elevate le brezze marine. Molto interessanti i mobili (d’epoca), le armi, i quadri, la biblioteca dell’Imperatore ed il giardino, con splendida vista sul golfo.

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