Sorrento: la storia

di | Marzo 13, 2019

La storia di Soverato ha radici antiche che risalgono ai primi anni del X secolo d.C. Il nome attribuito alla città di Soverato, infatti, risale da Soberatum, nome che fu assegnato alla città in conseguenza della ricostruzione sulla collina che sovrasta la costa.

Pur citata da fonti storiche solo nell’XI secolo, Soverato conserva tracce di un passato assai più remoto: in località S. Nicola, tombe a forno scavate nella roccia, che si possono ritenere appartenenti al popolo italico preellenico dei Siculi. Tesoretti di monete greche d’argento, di diverse zecche, rinvenute in Soverato, sono oggi custoditi nel Museo archeologico di Reggio o in quello del Parco Archeologico in Roccelletta di Borgia.

Sono stati rinvenuti cocci e resti di pavimenti in località Spina Santa, resti di tombe lungo la statale 106 e in tutta la collina Mortara che va dal passaggio a livello fino al cimitero; in particolare, in un sepolcro in località Miceli, fu trovato un anello d’oro con pietra d’agata forata sostenuta da un filo d’oro senza saldatura, sulla quale era inciso un legionario romano con elmo, scudo e arco poggiati a terra, in atto di preghiera con le mani alzate rivolte verso al cielo, con uno scarabeo, animale sacro nella religione egizia. Si ipotizza la denominazione di Poliporto, ancora viva in età medioevale e contemporanea, e un legame con la città di Scillezio – Scolacio.

Nell’Alto Medioevo avvenne il trasferimento degli abitati sui colli, accelerato dal IX secolo per le incursioni saracene, e organizzato nel secolo seguente dal governo imperiale d’Oriente. Poliporto divenne Suberatum, o, nelle fonti greche, Souberaton. Dopo i secoli bizantini (553-1060), il dominio normanno fondò il Regno di Sicilia, di cui venne incoronato nel 1130 sovrano Ruggero II. Soverato fu parte della contea normanna di Squillace, la cui sede passò a Catanzaro sotto gli Svevi (1191 – 1266), gli Angioini (1266 – 1442) e Aragonesi, che nel 1503 cedettero al ramo spagnolo. Tra i feudatari, Passalacqua, Castrocucco, Monfort, Ruffo. Nel 1497, assieme a Squillace, fu parte della dote di Sancha d’Aragona, sposa di Jofrè Borgia.

Attorno al 1510 fu eretto da Francesco Marino da Zumpano nel territorio di Soverato (oggi territorio di Petrizzi), il Monastero della Pietà. L’impianto era costituito da una struttura rettangolare avente la Chiesa con pianta a croce latina, con un altare arricchito dal gruppo marmoreo della Deposizione, detta Pietà, di Antonello Gagini. Quasi al centro del complesso vi era il campanile a pianta quadrangolare mentre, nell’interno lungo le mura perimetrali, vi erano ubicate le celle e il refettorio con al centro il chiostro con una cisterna atta a raccogliere l’acqua piovana.

Con l’attacco a Otranto del 1480, iniziano violente e frequenti incursioni turche. I re Aragonesi, e i viceré, in particolare don Pedro De Toledo edificarono di castelli e torri marittime dette cavallare, disposte in ordine e a distanza tale l’una dall’altra da poter costituire un efficiente sistema difensivo e d’avviso alla popolazione cosicché, quest’ultima, potesse rifugiarsi in tempo entro le mura cittadine. Tuttavia nel 1594 Soverato e altri centri fu bruciata dal temibile pascià Cicala, rinnegato cristiano.

Il principato di Squillace finì diviso. Soverato passò alla famiglia Scoglio, ai Marincola, ai Loffredo, ai Falco e poi nuovamente ai Marincola, i quali detennero il titolo di duca di Petrizzi e barone di Soverato fino all’eversione della feudalità del 1806. L’ultimo a portare il titolo nominale di barone fu Diego Marincola, morto nel 1953.

Il terremoto che distrusse gran parte della città di Soverato

La storia della città di Soverato ricorda un disastro che portò alla sua ricostruzione e, quindi al reinventarsi della città, cercando di mantenere intatte le radici storiche.

Nel 1783 la Calsoverato turismoabria fu colpita da una violentissima scossa di terremoto, che compromise gran parte delle cittadine calabresi con un totale di 40.000 morti e ben 33 paesi completamente distrutti e fra questi vi era anche Soverato; andarono così perdute le platee, gli stati, gli assensi e tutte le scritture più antiche relative la storia della stessa. La ricostruzione della Calabria, voluta da Ferdinando IV di Borbone fu rapida ed efficiente. Soverato venne ricostruita sulla collina antistante, dove oggi è Soverato Superiore. Vi venne portata la Pietà gaginesca.

Il commercio prevalente: quello marittimosoverato turismo commercio

Alla metà del XIX secolo si svilupparono i commerci marittimi lungo lo Ionio; nel 1875 giunse a Soverato la ferrovia. La piccola marina di Santa Maria di Poliporto divenne centro di traffici verso l’interno, e attrasse famiglie di attivi imprenditori dal Reggino, dalla Costiera Amalfitana, dalla Puglia, e laboriose famiglie di marinai e pescatori dalla Sicilia.

La prevalenza economica della Marina venne sancita da un atto amministrativo rimasto unico nella costa: il 12 Settembre 1881 si decise di trasferirvi la sede municipale, con la denominazione di Soverato Marina, distinta da Soverato Superiore. Nel 1974 Soverato otterrà il titolo di Città.

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