Le migliori escursioni a Barcellona

di | 24 Luglio, 2019

 Nell’ambito della tradizione cattolica forse il principale centro spirituale della Catalogna è Montserrat, impressionante massiccio roccioso situato a circa 5 chilometri dalla città di Barcellona. Non sorprende che nel monastero, situato sulla cima di queste maestose montagne dalle forme singolari e inquietanti si custodisca la statua romanica risalente alla fine del secolo XII raffigurante la Vergine patrona della Catalogna, venerata da secoli ormai.

Conosciuta come la Moreneta, in allusione al suo colore scuro (dovuto probabilmente all’effetto del passare degli anni), risveglia inevitabilmente associazioni incoscienti con antichi culti misterici provenienti dall’Egitto e da qualche altra area del nord Africa.
La devozione popolare diretta nei confronti di questa minuscola statua situata in una zona montuosa/parco naturale dalle forme particolarmente imponenti, capricciose e seduttrici (seduzione alla quale non si sottraggono sentimenti come il terrore e il timore sacro) è tanto grande che alimenta l’esistenza di qualsiasi genere di peregrinazione al centro di questo paesaggio sublime durante qualche epoca dell’anno.

È usanza che la squadra di calcio F.C. Barcelona porti fino al monastero i trofei sportivi conquistati per offrirli in dono al maestoso idolo. Inoltre nel monastero romanico dove si conserva la statua si trova oggetti e monili dell’Antico Egitto, con opere di artisti come il Greco o Picasso.

Ma anche di Dalí, il cui paradiso personale possiamo visitare in un solo giorno partendo dalla città di Barcellona. Si tratta del triangolo magico formato da Figueras, città natale dell’Artista, Cadaqués, il paesino del cabo de Creus, dove trascorse gli anni dell’infanzia, adolescenza e prima gioventù, nonché Port Lligat, piccolo paesino di pescatori situato in una cala vicina a Cadaqués, dove Dalí si rifugiò dopo essere stato espulso da casa dal padre e dove visse per decenni con Gala.

A Figueras si trova il favoloso Teatro-Museo de Dalí, nel quale l’artista ha lavorato per decenni e dove si trova la sua tomba. Tutto l’edificio, antico teatro trasformato in rovine per effetto della Guerra Civile, è una specie di scenario sorprendente presidiato da un’allucinante cupola geodetica di cristallo all’interno della quale si spiega e rappresenta, attraverso una serie di affascinanti oggetti, dipinti e stanze, l’arte della memoria, una sorta di versione moderna, innovativa, artistica e tridimensionale degli antichi sistemi mnemonici ai quali lavorarono pensatori come Ramón Llull, Giulio Camillo o, in particolare, Giordano Bruno.

Cadaqués è ancora oggi uno dei paesini più toccanti e ambiguamente belli di tutta l’area di Cabo de Creus e conserva questa atmosfera magica che tanto attrasse parte delle avanguardie del secolo XX.  Nel café Melitón si conserva ancora il tavolo dove soleva giocare a scacchi Marcel Duchamp negli anni Sessanta e l’ultimo ready map l’ultimo ready-made utilizzato dall’artista.

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